I MONDIALI SI MACCHIANO DI SANGUE E IL MONDO DEL CALCIO ANCORA TACE.
- paolopandinyou
- 8 lug
- Tempo di lettura: 2 min

A Gaza ci sono pochi modi per guardare i mondiali di calcio 2026, o appostati sopra il muro di una casa in macerie, collegandosi in qualche modo ad una piccola tv, oppure nelle vie tra i ruderi delle città, grazie all’installazione di strutture con appositi generatori di corrente, dove vengono proiettate le partite. Questi momenti sono molto partecipati dalle persone a Gaza e il tifo per la nazionale Egiziana è trasversale.
A capo dell’organizzazione di queste proiezioni c’era Mohammed Fawaz Al-Wahidi, direttore delle pubbliche relazioni del Comitato Egiziano per Gaza.


Il Comitato si occupa di varie operazioni oltre che di organizzare le strutture per la proiezione delle partite della squadra egiziana ai mondiali: dalla distribuzione di cibo, alla rimozione delle macerie, all’organizzazione di campi per i palestinesi sfollati, all’istruzione nelle tende, fino alla riorganizzazione (per quanto possibile) di piccole infrastrutture come l’illuminazione stradale.
Ieri, martedì 7 luglio, a poche ore dall’inizio della partita Argentina-Egitto, l’auto su cui si trovava Mohammed Fawaz Al-Wahidi - in uscita da una riunione di riconciliazione di quartiere - è stata bombardata dall’esercito israeliano.
Nel bombardamento, oltre a Mohammed Fawaz, è rimasto ucciso l’autista Ahmed Daghmush di 33 anni e due bambini che si trovavano nelle vicinanze dell’auto: Hamza al-Der di 10 anni e il fratello Fari di 8 anni. Diverse persone sono rimaste ferite.
Il portavoce del Comitato ha affermato che Mohammed era una figura “nota per i suoi instancabili sforzi per risolvere le controversie e servire il suo popolo.” In una sola giornata, quella di martedì 7 luglio, Israele avrebbe ucciso almeno sette persone e ferite 20. In totale, il numero di calciatori uccisi da Israele, parrebbe ammontare a 567 persone.
A Mohammed Fawaz Al-Wahidi non viene imputato nessun legame con ambienti militari, ma questo ennesimo assassinio ci conferma tre cose.
La prima: sanitari e operatori umanitari palestinesi, sono bersagli. Il loro status, anche se internazionale e coperto dall’ombrello di comitati di Paesi con cui Israele ha accordi bilaterali - nello specifico, l’Egitto sta discutendo dei nuovi accordi per la prosecuzione del “cessate il fuoco” proprio in questi giorni - non ha nessun valore. Israele può proseguire nelle sue azioni in totale impunità.
La seconda: le figure che mediano all’interno della popolazione della Striscia di Gaza, che cercano di portare un clima di pace, che cercano di arginare gli ovvi conflitti che possono nascere in una situazione così disastrosa, sono dei bersagli. Mediare e costruire, ti rende un bersaglio militare di Israele.
La terza: Israele è riuscita a sporcare di sangue anche i mondiali di calcio. Gli ambienti sportivi a questo punto avrebbero il dovere di alzare la propria voce e richiedere azioni sportive contro Israele, dovrebbe essere inammissibile e inaccettabile che si assassini l’organizzatore delle proiezioni dei mondiali per una popolazione sotto bombardamenti.
I mondiali si macchiano di sangue e il mondo del calcio tace. L’invito è quello di rivolgersi agli ambienti sportivi nazionali e metterli di fronte alla notizia: è accettabile o legittimo prendere di mira chi organizza la visione delle partite di calcio? Nel frattempo, prendiamo atto, per l'ennesima volta: l'impunità di Israele è totale.
Fonti:
https://novaramedia.com/2026/07/08/israel-kills-organiser-of-gaza-world-cup-screenings-right-before-egypt-game/ Screenshot da video di: Majdi Fathi.

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