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Buttafuoco, Israele e la Biennale di Venezia

  • paolopandinyou
  • 4 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Volevo scrivere qualche riga sul caso Biennale-Israele-Russia e sulla correttezza di principi seguita da Pietrangelo Buttafuoco, direttore della kermesse, ma già ci ha pensato l’ottimo Fulvio Scaglione. Articolo: https://it.insideover.com/politica/bu... Buttafuoco, in quanto Direttore, ha seguito un principio estremamente condivisibile, tutte le nazioni hanno il diritto di essere presenti alla Biennale di Venezia. Allo stesso tempo, mi permetto di aggiungere, tutti i lavoratori, gli artisti e i visitatori, hanno il diritto di scioperare e manifestare contro quei padiglioni, o anche boicottarli. Ciò che mi permetto di aggiungere all’articolo di Fulvio Scaglione è che forse qualcosa di diverso Buttafuoco avrebbe potuto farlo nel caso di Israele, per un semplice motivo di opportunità, e qui sta il passo falso che legittima le critiche al suo operato. Il padiglione israeliano ai Giardini, di proprietà di Israele, è in ristrutturazione, quindi non disponibile per la mostra. La Biennale avrebbe potuto dire ad Israele: affittatevi un Palazzo a Venezia come fanno tante atre nazioni. Invece la Direzione della Biennale ha deciso di dare ufficialmente ospitalità a Israele all’interno degli spazi dell’Arsenale. Qui Buttafuoco non è più un semplice direttore che garantisce la possibilità di tutte le nazioni di essere presenti - scontrandosi frontalmente con Governo e UE nel caso della Russia - ma prende posizione dando ospitalità ufficiale a Israele ed è questa mossa a infastidire non poco e legittimare pienamente la protesta che si terrà l’8 maggio 2026 a Venezia.

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